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Sirmione è un comune che conta poco più di 8 mila abitanti, situato nella provincia di Brescia. Il suo centro storico sorge su una penisola che si protende fra le acque del Lago di Garda ed offre panorami a dir poco suggestivi in ogni direzione. Per secoli Sirmione appartenne al Veneto, in seguito venne spostata in territorio lombardo e nella provincia di Brescia dal riordinamento amministrativo operato da Napoleone. La principale fonte di guadagno degli abitanti della cittadina oggi è rappresentata dal turismo, sia per la presenza delle acque termali, che delle numerose vestigia romane. La penisola su cui sorge l’abitato si protende fra le acque del basso lago di Garda per circa quattro chilometri, offrendo diversi chilometri di coste e spiaggette dal fascino unico ed irresistibile. L’entroterra, invece, si estende fino a lambire le colline moreniche che cingono buona parte della costa meridionale del bacino lacustre, comprendendo anche la zona di produzione del Lugana.

Sirmione è sicuramente una delle tappe fondamentali per chi soggiorna nel nostro hotel a Lazise.

Cenni storici

 

L’area nella quale sorge Sirmione era già abitata da alcuni gruppi durante l’età del Bronzo, che la scelsero per poter approfittare dell’isolamento offerto dal luogo e della facilità di protezione che concedeva la penisola adagiata sul Garda. In zona sono stati ritrovati numerosi resti, fra cui manufatti in pietra e metallo. Secoli dopo, i Romani decisero di farne un luogo di soggiorno. Proprio sull’estremità settentrionale della penisola sorgono i ruderi di una grande villa romana, in seguito ribattezzata le “Grotte di Catullo”, all’interno della quale campeggiano ancora visibili alcuni affreschi risalenti al I e al II secolo a.C. Più tardi, nel 1197, il podestà sirmionese giurò fedeltà a Verona, legando la cittadina gardesana alla potenza scaligera. Secondo alcuni studi recenti, il castello scaligero fu completato durante la signoria di Cangrande I e venne costruito sui resti dell’antico castrum romano, laddove la penisola si stringe e raggiunge il punto di minor estensione. Nel 1405, Sirmione passò sotto il controllo della repubblica di Venezia, perdendo di importanza a vantaggio della vicina Peschiera. A partire da quel momento, Sirmione divenne un semplice avamposto militare, finché la zona non venne conquistata da Napoleone e, dopo la caduta della Serenissima, sottoposta al controllo della Municipalità veneta. Nel giugno del 1805, in seguito all’istituzione del regno d’Italia, si procedette ad un nuovo riassetto amministrativo. Sirmione fu assegnata al cantone VII, a sua volta facente parte del distretto di Brescia. Un avvenimento molto importante per le sorti economiche del paese fu quello che riguardò l’intubazione delle acque termali. Sul finire del XIX secolo si svolsero, infatti, i primi lavori di intubazione. La sorgente era già nota a tutti gli abitanti del luogo a partire dal Cinquecento. ma la profondità alla quale l’acqua sgorgava (quasi venti metri al di sotto del livello del lago), ne aveva sempre impedito l’uso. Grazie a questo sistema di intubazione fu possibile realizzare il primo stabilimento termale.

Cosa fare a Sirmione

 

Nei pressi di ciò che resta della villa romana, un museo di piccole dimensioni espone buona parte dei reperti archeologici recuperati in loco, nonché alcune interessanti ricostruzioni della struttura. Chi giunge fin qui non può prescindere da una visita approfondita delle mura merlate che cingono il borgo e, con esso, il fantastico Castello Scaligero. Il borgo fortificato è meta di una passeggiata particolarmente affollata, soprattutto nei giorni festivi e durante la bella stagione. Non mancano i negozi, le boutique d’alta moda e tutto ciò che può interessare ai turisti che raggiungono la zona. Oltre alle decine di negozietti che puntellano il centro storico, è possibile reperire anche fornitissimi outlet e centri commerciali, ma anche strutture ricettive e ristoranti adatti a tutti i palati. Non a caso, Sirmione è rinomata per la sua straordinaria accoglienza e per l’abbondanza di opportunità di intrattenimento con numerosi locali e terrazze panoramiche. Non mancano le strutture termali, che sfruttano le acque che risalgono dal fondo del lago e che erano già note in epoca romana, grazie ai loro poteri curativi e alle loro proprietà lenitive e rilassanti. Le acque sulfuree di Sirmione vengono impiegate da più di un secolo per curare le affezioni alle vie respiratorie e le malattie della pelle. Tutte le strutture termali che sorgono in zona sono particolarmente frequentate, sebbene la preferita dai turisti sia Aquaria. Oggigiorno, pronunciare la parola Sirmione vuol dire shopping, anche se una visita al paese va assolutamente completata con una puntatina presso i resti della villa del poeta latino Valerio Catullo, che durante i suoi soggiorni decantò ampiamente la bellezza della natura locale. Se di giorno è possibile dedicarsi ai bagni e alla tintarella presso le varie spiaggette di sabbia e ghiaia, di sera non si può fare altro che restare incantati di fronte alla stupefacente bellezza di Sirmione, che si illumina come fosse una piccola Parigi e si anima di localini, bar e discoteche.

Le grotte di Catullo

Sulla riva meridionale del Lago di Garda sorgono i resti di quella che con molta probabilità fu la villa di Catullo a Sirmione. Il complesso archeologico costituisce la testimonianza più importante del periodo romano nel territorio ed è il miglior esempio di villa romana in tutta l’Italia settentrionale. La denominazione “Grotte di Catullo” risale al XV secolo, quando la riscoperta della letteratura latina e delle liriche del poeta (fra cui il Carme 31 in cui il poeta descrive il suo ritorno nella casa di Sirmione), costituirono il collegamento ai resti della villa, allora ancora nascosti dalla vegetazione. Il primo che attribuì la costruzione a Catullo fu Marin Sanudo il giovane nel 1483, ipotesi questa, che in seguito fu ripresa da numerosi studiosi ed eruditi. In realtà sono pochi gli elementi utili per localizzare con sicurezza la casa di Catullo. Malgrado l’incertezza, l’espressione “Grotte di Catullo” viene utilizzata ancora oggi per identificare il sito archeologico. La villa fu edificata agli inizi del I secolo d.C. ma, nonostante la sua bellezza, nel III secolo d.C. doveva già presentarsi in un avanzato stato di abbandono. In questo periodo, infatti, buona parte delle sue decorazioni architettoniche vennero reimpiegate nell’altra grande villa romana di Sirmione, situata in Via delle Antiche Mura. Fra il IV secolo e il V secolo le strutture dell’edificio furono incluse nelle fortificazioni che cingevano la penisola di Sirmione e fra i resti della villa vennero realizzate numerose sepolture. Il complesso archeologico, ancora oggi portato alla luce soltanto parzialmente, sorge su un’area di oltre due ettari. La villa presenta una pianta rettangolare, con il lato lungo che misura oltre 165 metri. Era caratterizzata da terrazze e lunghi porticati aperti verso il lago e comunicanti con una splendida terrazza belvedere situata sul lato nord, che doveva essere munita anche di un velarium. Sul lato occidentale, invece, sorge il criptoportico, una passeggiata coperta dalla quale osservare il lago ed il magnifico panorama.

Il castello Scaligero

 

Il castello di Sirmione è una rocca risalente al XII secolo, oggi diventata il principale punto d’accesso al centro storico della cittadina. Si tratta di uno dei castelli meglio conservati d’Italia, oltre che un rarissimo esempio di fortificazione lacustre. Le mura e le torri merlate si aprono sul mastio, alto ben 47 metri e sotto al quale si trovavano le celle dei prigionieri. Oggi il castello è quasi interamente visitabile ed è possibile anche accedere ai camminamenti di ronda situati sulle mura, da cui apprezzare parte del centro storico e la darsena. La costruzione della rocca cominciò intorno alla metà del XIII secolo, sui resti di una più antica fortificazione. A volerla fu il podestà veronese Leonardino della Scala, meglio noto come Mastino della Scala. Il castello venne realizzato per tenere sotto controllo il porto e le imbarcazioni in avvicinamento, considerato che Sirmione, sorgendo in una posizione di confine, era maggiormente esposta ad eventuali aggressioni. Nel corso del XV secolo furono aggiunti due ampi cortili ed una fortificazione indipendente, al fine di aumentare i sistemi difensivi della fortezza. Quando nel 1405 Sirmione passò sotto il controllo di Venezia, le sue strutture difensive furono ulteriormente rafforzate. Alla Serenissima si deve anche la realizzazione della darsena.


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